Colite Ulcerosa PDF Stampa E-mail

COLITE ULCEROSA

 

Definizione

E’ una malattia infiammatoria che può interessare con varia estensione anche tutto un segmento dell’intestino chiamato colon, ma con un costante interessamento del retto. Interessa in modo continuo lo strato più interno dell’intestino, denominato mucosa, con la formazione di erosioni ed ulcerazioni e facile sanguinamento. La causa è ignota, ma si ritiene che comunque si verifichi un’alterata risposta del sistema immunitario.

 

Sintomi

I sintomi tipici sono la presenza di sangue e muco-pus nelle feci, la diarrea (oltre tre scariche al dì di feci più liquide), dolori addominali diffusi, e lo stimolo frequente ed impellente di evacuare (tenesmo). Nei casi più gravi può essere presente febbre e dimagramento che possono richiedere un ricovero urgente.

 

Diagnosi

La presenza dei sintomi suddetti da settimane o mesi, magari in associazione a sintomi extraintestinali come la presenza di dolori a diverse articolazioni (poliartralgie) o di manifestazioni cutanee caratterizzate da chiazze di arrossamento dolenti (eritema nodoso) è fortemente suggestiva. Gli esami di laboratorio potranno dimostrare anemia, carenza di ferro, ed elevazione degli indici di infiammazione (VES, PCR). L’esame endoscopico consente di riconoscere l’attività e l’estensione della malattia. La diagnosi definitiva è confermata dall’esame istologico (ottenuto sui prelievi eseguiti durante l’endoscopia). Meno preciso ma comunque indicativo può essere un esame radiologico del colon ottenuto con la tecnica del clisma opaco. E’ comunque importante all’esordio clinico escludere altre forme di coliti infettive che sono di solito autolimitanti ma possono presentare un quadro endoscopico simile (es. colite da clostridium difficile, shigella, yersinia e campilobacter).

 

Epidemiologia

Si stima che in Italia si verificano 5-10 nuovi casi di Colite Ulcerosa ogni 100.000 abitanti per ogni anno. Questo comporta che in Italia sono attualmente malati circa 50-70.000 persone con un picco di insorgenza della malattia tra 20 e 30 anni e al di sopra dei 50-60 anni, senza differenza di percentuale legata al sesso. Complessivamente si osservato negli ultimi decenni un progressivo aumento di questa malattia per ragioni sconosciute. C ’è una probabilità di almeno il 10% che un altro familiare abbia la stessa malattia o la malattia di Crohn.

 

Decorso clinico

La malattia tende ad avere periodiche riaccensioni dei sintomi (in media 1-2 volte/all’anno) e pertanto richiede una terapia continua di mantenimento e periodici controlli clinici ed endoscopici.

 

Terapia

I farmaci più efficaci sono i cortisonici che però non possono essere assunti troppo a lungo. In buona parte dei pazienti è sufficiente una terapia anti-infiammatoria con mesalazina assunta per bocca o per applicazioni locali (clismi). Nella minoranza dei casi è necessario un intervento chirurgico per scarsa risposta della terapia medica.