MALATTIA DI CROHN
Definizione
E’ una malattia infiammatoria cronica che può interessare tutto l’intestino (dal cavo orale fino all’ano) ma che più spesso è localizzato al tratto terminale dell’intestino tenue (ileo). A differenza della colite ulcerosa interessa tutto lo spessore della parete intestinale e questo spiega alcune delle complicanze della malattia (ad es. le fistole). Inoltre, il processo infiammatorio non è uniforme nel tratto di intestino interessato, ma piuttosto spesso sono alternati segmenti apparentemente sani ad altri infiammati. La causa di questa malattia è purtroppo completamente ignota.
Sintomi
Le manifestazioni cliniche della malattia di Crohn all’esordio possono essere molto vaghe, magari caratterizzate solo da dolori addominali. La presenza di diarrea (di solito senza sangue), febbricola, dimagramento ed astenia orienta di più verso il sospetto di questa malattia. Possono essere presenti anche sintomi extraintestinali quali il dolore articolare, l’arrossamento a chiazze con dolore sulla cute (eritema nodoso) e la presenza di fistole perianali.
Diagnosi
E’ suggerita dai sintomi, ma deve essere sostenuta dalla presenza di alterazioni degli esami di laboratorio (anemia, carenza di ferro, aumento degli di infiammazione, riduzione degli indici di nutrizione), ma soprattutto dalla dimostrazione del tratto intestinale interessato dall’infiammazione. Spesso l’esame endoscopico (colonscopia) non è in grado di raggiungere il tratto di intestino interessato, per cui è necessario uno studio radiologico (Rx digerente con studio del tenue oppure clisma del tenue).
Epidemiologia
In Italia si verificano in media 5 nuovi casi di malattia di Crohn ogni 100.000 abitanti, ogni anno. Attualmente 30-50.000 persone hanno questa malattia, che più spesso si verifica nella seconda e terza decade della vita. Negli ultimi anni sembra che si verifichi un lento ma continuo aumento dell’incidenza di questa malattia per ragioni ancora sconosciute. In circa il 10% dei casi la stessa malattia o la colite ulcerosa è presente in altri familiari.
Decorso clinico
La malattia tende ad avere periodiche riaccensioni e talora prolungati periodi di completo benessere. Di solito è necessaria una terapia di mantenimento per ridurre la frequenza delle riaccensioni della malattia. Spesso nel corso della malattia, a causa della insorgenza di alcune complicanze, può rendersi necessario un intervento chirurgico. Questo intervento però pur risolvendo di solito la complicanza, non elimina la malattia che anzi a distanza di alcuni anni può ripresentarsi. Le complicanze per le quali più spesso è necessario un intervento sono la perforazione, la formazione di un ascesso addominale, la presenza di fistole (cioè comunicazioni anomale tra un segmento e l’altro dell’intestino o altri organi) e la stenosi (cioè il restringimento serrato di parte dell’intestino).
Terapia
I farmaci usati nella terapia del m. di Crohn sono numerosi anche perché talora la loro efficacia non è soddisfacente e differenti terapie possono essere necessarie in rapporto alla diversa localizzazione della malattia ed il quadro clinico. I farmaci più comunemente usati sono la mesalazina, i cortisonici, alcuni tipi di antibiotici e vari tipi di immunosopressori. In età pediatrica è spesso utile la nutrizione enterale artificiale.
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